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Il cazzone shiatsu
Di Admin (del 29/01/2010 @ 01:34:30, in lynch, linkato 164 volte)
Al cazzone shiatsu interessa più di ogni altra cosa STUPIRTI. Ma essendo per l’appunto un cazzone, non concepisce l’idea di doverti stupire ricorrendo a delle basi che abbiano il potenziale per farlo. Il cazzone shiatsu vuole stupirti dicendo: SHIATSU. E si aspetta per questo un coro gallinesco di: OOOOHHHH.
Il cazzone shiatsu si siede al tuo tavolo con fare disinvolto, riavviandosi la coda andina con le dita grassocce inanellate. Millanta origini esotiche, ma suo padre è di Salerno. Ti chiede che lavoro fai, glielo dici e non capisce, perché sta già pensando a ciò che deve dirti e di certo ti stupirà: SHIATSU. E prima ancora che tu abbia finito di rispondere alla domanda che ti ha fatto ha già pronta la controdomanda, quella che continuerà a ripeterti a intervalli di due minuti e che te lo fa classificare immediatamente come cazzone shiatsu, cazzone ancor prima che shiatsu: “AH, E TI INTRIGA?”.
Il cazzone shiatsu, prima ancora di fiatare, ha già pensato alla mossa che di certo ti porterà a cadere ai suoi piedi implorandolo di fissare quanto prima un ciclo, con risvolti possibilmente morbosi, di massaggi shiatsu nella sicurezza e comodità della tua casa: ti afferra forte tra due dita la ciccetta tra pollice e  indice e chiede: fa male? Sì, gli dici, se stringi fa male. E certo, ti risponde, perché è un punto nevralgico. La filosofia cinese lo dice. Non ho capito, ribatti, cos’è che hai studiato? Non devi capire, risponde, devi prima SENTIRE.
Giù le mani dalla ciccetta, cazzone shiatsu. Sali più su dell’avambraccio e sei morto, quant’è vero lo zibibbo che ho appena ordinato. Il tuo numero di telefono non lo userò mai. La filosofia napoletana lo dice.