Di Admin (del 18/04/2010 @ 19:38:21, in Libri, linkato 49 volte)
Ritrovarmi in mezzo alla folla domenicale che sciamava per le strade mi diede un certo sollievo. Da Kinokuniya, dove c'era tanta ressa che sembrava di trovarsi su un métro all'ora di punta, comprai Luce d'agosto di Faulkner. Poi entrai in un jazz bar dove la musica sembrava tanto assordante quanto bastava, presi un caffè tanto caldo e forte quanto schifoso e mi misi a leggere il libro appena comprato ascoltando un disco di Ornette Coleman e Bud Powell. Alle cinque e mezzo chiusi il libro per andare a fare una piccola cena. A un tratto mi attraversò il dubbio che potessero prospettarsi per me ancora decine, centinaia di domeniche come queste. - Domeniche tranquille, silenziose, tristi, - dissi ad alta voce citando una frase della mia lettera a Naoko. Di domenica non c'era neanche il mio programma quotidiano a salvarmi.
Eccomi di nuovo a casa, nel mio ennesimo marzo di treni, corse, temporali, nel mio marzo di fresie, compleanni, coccoline. A casa nella mia stanza di prima, affacciata alla stessa finestra, a stupirmi della mia ombra enorme sul campo di sotto: nell'ennesimo marzo dei desideri inespressi, soffiati sulle candeline, delle decisioni non prese, dei momenti che sì, dai, comunque ce la faccio. E comunque è aprile. Mi sembro il blog di qualcun altro.
Oggi ho tradotto per quattro ore alla luce del sole che attraverso la finestra mi bruciava il coppino. Sullo schermo ci vedevo poco e niente, ma andava bene uguale. Intanto mi circondo di nuove cosine solo mie: ho comprato carte bellissime, presto disegnerò. E tra pochi giorni è il mio compleanno!!
Di Admin (del 29/01/2010 @ 01:34:30, in lynch, linkato 164 volte)
Al cazzone shiatsu interessa più di ogni altra cosa STUPIRTI. Ma essendo per l’appunto un cazzone, non concepisce l’idea di doverti stupire ricorrendo a delle basi che abbiano il potenziale per farlo. Il cazzone shiatsu vuole stupirti dicendo: SHIATSU. E si aspetta per questo un coro gallinesco di: OOOOHHHH. Il cazzone shiatsu si siede al tuo tavolo con fare disinvolto, riavviandosi la coda andina con le dita grassocce inanellate. Millanta origini esotiche, ma suo padre è di Salerno. Ti chiede che lavoro fai, glielo dici e non capisce, perché sta già pensando a ciò che deve dirti e di certo ti stupirà: SHIATSU. E prima ancora che tu abbia finito di rispondere alla domanda che ti ha fatto ha già pronta la controdomanda, quella che continuerà a ripeterti a intervalli di due minuti e che te lo fa classificare immediatamente come cazzone shiatsu, cazzone ancor prima che shiatsu: “AH, E TI INTRIGA?”. Il cazzone shiatsu, prima ancora di fiatare, ha già pensato alla mossa che di certo ti porterà a cadere ai suoi piedi implorandolo di fissare quanto prima un ciclo, con risvolti possibilmente morbosi, di massaggi shiatsu nella sicurezza e comodità della tua casa: ti afferra forte tra due dita la ciccetta tra pollice e indice e chiede: fa male? Sì, gli dici, se stringi fa male. E certo, ti risponde, perché è un punto nevralgico. La filosofia cinese lo dice. Non ho capito, ribatti, cos’è che hai studiato? Non devi capire, risponde, devi prima SENTIRE. Giù le mani dalla ciccetta, cazzone shiatsu. Sali più su dell’avambraccio e sei morto, quant’è vero lo zibibbo che ho appena ordinato. Il tuo numero di telefono non lo userò mai. La filosofia napoletana lo dice.
Di Admin (del 13/01/2010 @ 18:57:42, in brutta storia, linkato 173 volte)
In questi giorni che esco ogni sera da lavoro alle mille e mezza, e il sabato e la domenica li passo a tradurre fumetti che non finiscono mai, il sommo della gioia e della soddisfazione professionale mi vengono dalla traduzione della tavola perfetta: quella con sette vignette, tutte mute, tranne una con un solo balloon. Che dice: Excuse me.